Comunicato Stampa del 21 agosto 2023

 

È doveroso precisare, per l’ennesima volta, che un uomo adulto, in questo caso di 51 anni, non ha alcuna “giustificazione” nell’intrattenere rapporti sessuali con una ragazzina minorenne di quattordici anni.

Comprendo bene le argomentazioni della difesa, tanto è vero che il nostro codice penale prende in considerazione diversi aspetti di questa orribile tipologia di reati, facendo distinguo per età dei soggetti coinvolti, della posizione professionale dell’abusante e altro.

Ma parliamo sempre di un reato assolutamente condannabile senza ma e senza se!

Dobbiamo stare molto attenti quando si usa la parola “consenziente”: un minore deve essere tutelato in quanto tale, anche per la sua (in)capacità di decidere in piena autonomia, in particolar modo quando, come pare in questo caso, l’adulto approfitta del proprio ruolo di educatore esercitando quindi un ascendente sulla ragazzina a lui affidata con fiducia dai genitori.

Quando smetteremo, nei nostri tribunali, di assistere all’accanimento contro le vittime di violenze sessuali, minori o adulti che siano, allora e solo allora la nostra civiltà potrà fare un passo avanti. E crederemo di più nella giustizia.